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Ritorno alla terra

25-07-2016

C’è chi dopo la laurea decide di recuperare l’appezzamento di terreno del nonno e dedicarsi alla vita nei campi, e chi ha in mente un’impresa digitale di e-commerce.L’identikit del giovane imprenditore agricolo ha una sola costante: la vocazione all’innovazione. In un anno nel nostro Paese la percentuale di under 35 nel settore agricolo è aumentata del 12% – stima Coldiretti.

50mila le imprese gestite da giovani in Italia, più di metà delle quali al Sud, con un fatturato del 75% più alto rispetto alle altre e il 50% di occupati in più. Sostenere l’avvio di attività agricole di questo tipo è tra le scelte strategiche dell’Unione europea, che stanzia ogni sette anni finanziamenti a fondo perduto per lo sviluppo socio-economico delle aree rurali.

Ventuno sono quindi in Italia i Piani, per un totale di 21 miliardi di euro, grazie al cofinanziamento nazionale e regionale: 14 bandi regionali sono già aperti, 2 in apertura a breve, 5 non ancora attivati. Il budget iniziale per il giovane imprenditore può arrivare a 70mila euro a fondo perduto e, in caso di altre misure d’investimento, c’è la possibilità di ricevere ulteriori sostegni del 50-60% in più

Una volta elaborata l’idea, si viene messi in contatto con un tutor, un imprenditore agricolo che farà acquisire al giovane la strategia efficiente per stare su un certo mercato. Infine, si passa all’aiuto di tecnici specializzati. Quali sono i requisiti? Per candidarsi bisogna avere un’età compresa tra i 18 e i 40 anni, un’azienda agricola di dimensioni minime e un piano di sviluppo aziendale. 

 

Fonte: Corrieredellasera/blog