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L'evoluzione silenziosa degli artigiani digitali

13-07-2016

È quanto afferma il “Manifesto Makers”, un insieme di proposte per incentivare l'auto-imprenditorialità e favorire l'artigianato digitale come prospettiva di occupazione per i giovani. Il Manifesto Makers afferma che “gli artigiani digitali stanno già cambiando l’economia e il mondo del lavoro dal basso, con una rivoluzione silenziosa che va incoraggiata e supportata. Nonostante il lungo momento di crisi, (i makers) sono i protagonisti di un ecosistema innovativo capace di creare valore e nuove forme di occupazione.  

Quali sono le differenze tra artigiano “tradizionale” e artigiano “digitale”?
“Il ‘digital maker’ di cui tanto si parla non è altro che un programmatore informatico: uno sviluppatore di algoritmi, codici sorgente, software, app.Come i manufatti artigiani, le soluzioni digitali create dal maker per un’impresa non possono avere metodi/comportamenti standard perché toglierebbero unicità, diversità e competitività di quell’impresa. 

"Oggi”, spiega Granelli, “possiamo dire che tutte le imprese, in linea generale, devono utilizzare le nuove tecnologie almeno per ottimizzare i costi, raccontarsi/proporsi al meglio e arrivare a mercati e clienti impossibili da raggiungere fino a pochi anni fa (le economie di rete e il social networking ne sono un esempio). Dopodiché, ogni artigiano deve selezionare e utilizzare solo le tecnologie digitali più adatte ai suoi manufatti e al suo settore merceologico."

 

Fonte: Italiachecambia.org