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Lavoro e ambiente

23-06-2016

Sono circa 200mila i nuovi posti di lavoro creati in Italia dalla circular economy. Di economia circolare si è parlato a Roma nel corso della prima giornata della terza Conferenza nazionale sui rifiuti, ovvero quella virtuosa che può far leva, soprattutto, su riciclo e rigenerazione, bioeconomia, innovazione nell’industria alimentare, chimica, farmaceutica, dei prodotti confezionati di largo consumo e nell’industria biotecnologica.

Ma il Belpaese ha anche un settore agricolo molto sviluppato che produce annualmente 9milioni di tonnellate di rifiuti e 20milioni di tonnellate di residui agricoli che potrebbero trovare un riutilizzo vantaggioso nel compostaggio, nella digestione anaerobica e bioraffinazione. Le stime parlano di 400mila nuovi posti di lavoro in Europa che si creerebbero grazie all’applicazione rigorosa dell’attuale legislazione sui rifiuti. 

La prevenzione dei rifiuti, la rigenerazione, la riparazione e il riciclaggio possono generare risparmi netti per le imprese europee pari a 600 miliardi di euro, ossia l'8% del fatturato annuo.